Spettacolo
 
 
Libero (edizione 2004)
Dopo il successo della precedente serie, torna Teo Mammucari in onda in seconda serata su Rai Due con la nuova edizione di Libero. Nella nuova edizione è confermata nel cast Flavia Vento, alias Cinzia Lei. Anche questa volta Cinzia fa l'occhiolino alla telecamera da sotto il tavolo di plexiglass che l'ha resa nota al grande pubblico ma con un’immagine inedita. La vediamo, infatti, nel corso di ogni puntata indossare parrucche dalle tinte svariate che rinviano al colore dei telefoni attivi per gli scherzi di Teo.
 

 
Nel cast è anche sbarcato Billo, il jolly del programma. "Quando sono in trasmissione improvviso quasi tutto - afferma questo trentenne senegalese con un passato da Carramba boy - solitamente non accade quello che si fa durante le prove, con Teo è un continuo scherzare e sperimentare situazioni sempre nuove". Insegnante di danza hip-hop, Billo si è anche improvvisato stilista di abbigliamento tecnico per questo genere di ballo.
Dato il successo ottenuto nelle scorse edizioni sono stati richiamati all'appello i simpatici signori del corpo di ballo. Anche quest'anno Elio Carbone, Rino Taborra, Giuseppe Lo Noce, Fernando Biasini ed Enzo Cappelloni sono impegnati ogni settimana in coreografie scandite dalla musica dance.
 

 
 
E ad aggiungere un po' di peperoncino ai balletti di Libero c'è anche la grinta delle bellissime Ilaria Spada e Elisabetta Gregoraci.
"In questo programma è importante non prendersi troppo sul serio e saper fare dell'autoironia - sottolineano le due giovani ballerine - il nostro ruolo è anche quello di stare allo scherzo di Teo, di assecondare le sue provocazioni"
Il chitarrista Sasà Flauto e il tastierista Guido Trotto accompagnano Teo nelle sue performance canore.
E infine… Nando. Lo scatenato ballerino che sembra direttamente uscito da un film anni ’60 e che ogni settimana si esibisce in coinvolgenti numeri dall’energia contagiosa.
 
 
      

 
Ecco il testo di un'intervista di Repubblica Teo Mammucari:

Mammucari, non c'è niente e nessuno che possa frenarla?
"Se trovo al telefono una persona anziana o un ragazzino oppure qualcuno che sento in grave difficoltà mi blocco subito. Per carattere sono sempre stato molto vivace, se trovo qualcuno arrogante o incompetente li mando a quel paese".

Ma lei come ha cominciato?
"A scuola facevo ridere tutti e anche in famiglia e, a vent'anni, mio fratello più grande dice 'perché non vai a far ridere su una nave o in un villaggio?'. Ho fatto un provino con i punti in faccia, avevo avuto un incidente, e ho cominciato a lavorare nei villaggi".

Mai sulle navi? Peccato, ci fanno belle carriere...
"Ma lui per fare il premier ha smesso di fare l'artista. E fa ridere più di tutti noi comici".

La sua comicità è da romano doc: qual è il suo quartiere?
"Sono nato a San Lorenzo. Sì, la romanità c'entra, ma non solo. Ho fatto una scuola di teatro, ho fatto cabaret, poi le Iene e stare nelle mani di Ricci è una bella scuola. Poi Benincasa. Arriva a teatro e dice 'voglio fare una cosa con te'. Va bbè, dicono tutti così. Invece è tornato con il progetto di Libero: c'era un genio in questo piccolo uomo. Mi diverto molto con Giovanni, lui prepara una bella griglia e io improvviso, faccio un percorso che non si sa dove finisce. Anche con le 'Velone' improvvisavo molto, quella sì che era una sfida, fare ridere con cinque settantenni sul palco... Ho capito una cosa, questo mestiere lo puoi fare solo se non ne puoi fare a meno".

Questa edizione di Libero è leggermente più gradevole?
"Forse nel primo Libero ero solo cattivo e bastardo, adesso regalo più divertimento, sento che la gente mi ama. Ma era un personaggio che dovevo fare per farmi conoscere".

Chissà cosa pensa del suo linguaggio la signora Ciampi?
"Se penso alla signora Ciampi cambio mestiere, e spero che sia impegnata in cose più serie. Oltretutto è un linguaggio da nottambuli. Io ho la coscienza a posto, faccio quello che so fare, l'approvazione mi viene dalla gente che mi segue, dalle persone che mi ringraziano perché le faccio ridere. Ho sudato per farmi apprezzare. Ma non ho un pubblico catalogabile".

Esiste la satira di destra e di sinistra?
"Tutto può essere di destra o di sinistra, ma io non mi sono mai schierato, le mie idee me le porto a casa. Quando sono in studio entro in una certa atmosfera, devo mantenerla, come andare in alta quota. Ci sono momenti duri, l'11 marzo ho registrato, era difficile non avere la testa altrove. Ma sono andato avanti. A casa stacco completamente, sto con i miei cani e sento la mia musica".

È necessaria la ragazza nel cilindro di plastica?
"È bella da vedere. Ma secondo me quello che ha successo è il cilindro, voglio farci entrare altri, intanto c'è stato Sgarbi".

Che lavoro avrebbe fatto se non avesse avuto successo?
"Ne posso fare tanti, sono di famiglia umile, ho fatto tanti mestieri, impianti d'allarme, muratore, pittore... Ero bravo ma arrivano sempre tardi nel cantiere e inventavo scuse. Ho fatto morire mia nonna quaranta volte, mio padre tre o quattro volte. Arrivavo, il capo incazzato. Se ti dicessi che m'è successo... Non voglio sapere, và a lavorà... Meglio così, quando lo saprai mi chiederai scusa... Ma che t'è successo... No, non te lo dico... Mi facevo pregare poi gli parlavo degli affetti più cari, se hai amato qualcuno per anni e lo perdi di colpo... A ora di pranzo dicevo la verità e tutti ridevano".
 
 
   
 
 
     
     
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